L’attuale paradigma del settore delle opere pubbliche in Italia è oggetto di una riconfigurazione strutturale, orientata al superamento di un approccio meramente procedurale in favore del cosiddetto “principio del risultato”, sancito dall’art. 1 del D.Lgs. 36/2023. Tale principio, unitamente al “principio della fiducia” verso l’operato dei funzionari e dei professionisti, impone che ogni fase della filiera realizzativa sia finalizzata alla tempestiva e corretta esecuzione dell’opera. In tale alveo normativo, il processo di verifica e validazione dei progetti assume una funzione di presidio strategico fondamentale, configurandosi come il momento di sintesi tra la creatività progettuale e il rigore normativo-economico richiesto dall’Amministrazione.
L’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, congiuntamente all’aggiornamento del regolamento tecnico Accredia RT-07 (Revisione 04 del 18 febbraio 2025), ha consolidato tale iter non più come un onere burocratico sussidiario, bensì come un filtro tecnico-giuridico essenziale per la mitigazione di varianti suppletive, l’abbattimento del contenzioso e la prevenzione di criticità esecutive che storicamente hanno afflitto il patrimonio infrastrutturale nazionale.
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