Le nuove Linee Guida del GPDP sui cookie

Il Garante per la Protezione ei Dati Personali (GPDP) ha recentemente emanato un provvedimento (pubblicato in G.U. lo scorso 09/07) denominato “Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento”, facendo seguito alla consultazione pubblica iniziata lo scorso dicembre.

Il presente articolo segue analogo articolo che commentava la versione posta in consultazione delle medesime Linee Guida e che ora sono state ufficialmente approvate, seppur con qualche modifica.

 Tali Linee Guida di fatto aggiornano un provvedimento analogo (n. 229, dell’8 maggio 2014) adottato prima dell’entrata in vigore del Regolamento UE 679/2016.

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Quale controllo di gestione ci attende nel 2021

Il 2020 ci ha portato la pandemia di Coronavirus, che può essere classificato come uno degli eventi più destabilizzanti dell’economia mondiale negli ultimi 10 anni, paragonabile solo alle grandi guerre a livello mondiale. Secondo la teoria della Business Continuity si tratta di una “disruption” (tradotto come “interruzione”, “disturbo” o “dissesto”) che, secondo la norma UNI EN ISO 22301 (Sistemi di gestione della continuità operativa) viene inteso come un incidente o evento (positivo o negativo) che provoca una interruzione nell’erogazione di prodotti e/o servizi.

Ma in quest’articolo non vorrei parlare di questa tematica e della resilienza necessaria alle imprese per riprendere le attività produttive o di erogazione di servizi in modo sufficientemente accettabile per tutte le parti interessate, bensì di come le imprese – soprattutto quelle medio piccole – dovrebbero modificare il loro approccio al controllo della gestione aziendale.

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Si fa presto a dire “Misure di Sicurezza adeguate”

Come noto il Regolamento UE 679/2016 (GDPR) non prevede più – a differenza del previgente D.Lgs 196/2003 – di attuare delle misure “minime” di sicurezza” a protezione dei dati personali trattati da un’organizzazione (titolare o responsabile del trattamento), bensì misure di sicurezza adeguate, stabilite a fronte di una valutazione dei rischi sui trattamenti.

In particolare, all’Articolo 32 del GDPR: Sicurezza del trattamento (Considerando 83), si riporta quanto segue:

1. Tenendo conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’oggetto, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche del rischio di varia probabilità e gravità per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento mettono in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, che comprendono, tra le altre, se del caso:

a) la pseudonimizzazione e la cifratura dei dati personali;

b) la capacità di assicurare su base permanente la riservatezza, l’integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento;

c) la capacità di ripristinare tempestivamente la disponibilità e l’accesso dei dati personali in caso di incidente fisico o tecnico;

d) una procedura per testare, verificare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure tecniche e organizzative al fine di garantire la sicurezza del trattamento.

2. Nel valutare l’adeguato livello di sicurezza, si tiene conto in special modo dei rischi presentati dal trattamento che derivano in particolare dalla distruzione, dalla perdita, dalla modifica, dalla divulgazione non autorizzata o dall’accesso, in modo accidentale o illegale, a dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati.


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Lo smartworking sicuro al tempo del Coronavirus

In questo periodo molte organizzazioni, sia pubbliche che private, hanno scoperto – per necessità – il lavoro a distanza, formalmente definito “lavoro flessibile”, telelavoro o smartworking.

Fermo restando che il vero smartworking non consiste nel farsi mandare un documento a casa via e-mail da un collega (o da sé stesso), lavorarci su fra le mura domestiche e poi rimandarselo in ufficio, cerchiamo di capire quali sono le modalità efficaci, efficienti e “sicure” per lavorare con continuità da casa o comunque da un sito che non è l’ufficio o la sede aziendale in genere.

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Il (web)marketing ai tempi del GDPR

Con l’avvento del GDPR si è complicata la gestione della privacy dei destinatari delle azioni di web marketing, attraverso strumenti quali mail-marketing, newsletter, social network, cookie, pixel, beacon, ecc.. Con l’evoluzione della tecnologia legata ai cookie ed altre tecnologie similari anche una semplice navigazione di un sito internet a scopo puramente informativo sta diventando sempre più complicata, sia per il gestore del sito, sia per i “naviganti” che si trovano a dover accettare cookie policy, informative privacy e trattamenti consentiti che se si leggesse tutto si impiegherebbe più tempo rispetto a quello dedicato alla lettura dei contenuti veri del sito. Continua a leggere

Pubblicato l’Elenco degli Innovation Manager

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato nei giorni scorsi l’Elenco degli Innovation Manager, ovvero dei consulenti liberi professionisti e delle società di consulenza che potranno aiutare le aziende che ne faranno domanda a sviluppare l’innovazione tecnologica ed organizzativa dei loro processi usufruendo di importanti agevolazioni statali.

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Fatturazione elettronica? Si grazie

Come tutti ormai sanno la fatturazione elettronica B2B è diventata obbligatoria dallo scorso 1° gennaio per tutti o quasi.

Al di là degli oserei dire inevitabili problemi tecnici che si stanno rilevando per mettere a regime questa rivoluzione contabile e fiscale del nostro Paese, credo sia opportuno capire meglio gli effetti di questa innovazione.

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La norma UNI 11697:2017 e la figura del DPO

Lo scorso dicembre – dopo lunghe discussioni – è stata pubblicata la norma UNI 11697:2017 “Attività professionali non regolamentate – Profili professionali relativi al trattamento e alla protezione dei dati personali – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, inerente la definizione dei requisiti relativi all’attività professionale dei soggetti operanti nell’ambito del trattamento e della protezione dei dati personali (compreso il DPO), da questi esercitata a diversi livelli organizzativi (pubblico o privato).

L’UNI dichiara che “La norma definisce i profili professionali relativi al trattamento e alla protezione dei dati personali coerentemente con le definizioni fornite dall’EQF e utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla UNI 11621-1 Attività professionali non regolamentate – Profili professionali per l’ICT – Parte 1: Metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-CF“. Continua a leggere

Come sta la privacy ad un anno dall’attuazione del GDPR?

privacyIl Regolamento (Ue) 2016/679, noto anche come RGPD (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati) o GDPR (General Data Protection Regulation), troverà piena attuazione esattamente fra un anno da oggi, il 25 maggio 2018, ovvero al termine del periodo di transizione.

A seguito dell’interessante seminario svoltosi venerdì 19 maggio 2017 presso l’Ordine degli Ingegneri di Bologna sulle possibili forme di certificazione in ambito Privacy, è utile fare qualche riflessione sull’attuazione di questa nuova normativa nelle organizzazioni del nostro Paese. Continua a leggere

Finanziamenti in innovazione per il miglioramento degli studi professionali

Il bando della Regione Emilia Romagna denominato “Progetti Ict per professionisti” (titolo completo “BANDO PER IL SOSTEGNO DI PROGETTI RIVOLTI ALL’INNOVAZIONE, LA DIGITALIZZAZIONE E L’INFORMATIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI A SUPPORTO DEL SISTEMA ECONOMICO REGIONALE”) rappresenta un’ottima opportunità di miglioramento dell’efficienza interna per liberi professionisti, studi professionali, società di ingegneria e società fra professionisti (STP). Esso è finalizzato al supporto di soluzioni ICT per le attività delle libere professioni e l’implementazione di servizi e di soluzioni avanzate in grado di incidere significativamente sull’organizzazione interna, sull’applicazione delle conoscenze, sulla gestione degli studi e sulla sicurezza informatica. Continua a leggere