ISO 9001:2026: pubblicata la nuova edizione della norma sui sistemi di gestione per la qualità

Il 16 settembre 2026 l’UNI ha recepito la UNI EN ISO 9001:2026, la sesta edizione della norma sui sistemi di gestione per la qualità. Non è una rivoluzione, ma alcune novità, in particolare su cultura della qualità, etica, rischi e opportunità e gestione delle modifiche, richiedono un coinvolgimento diretto dell’alta direzione. In questo articolo ripercorriamo la norma capitolo per capitolo, distinguendo ciò che chiede la nuova edizione da ciò che cambia rispetto alla ISO 9001:2015.

La ISO 9001:2026 rafforza il ruolo della leadership e della cultura della qualità.

In sintesi

La ISO 9001:2026 conserva la struttura in dieci capitoli e gran parte dei requisiti operativi. Le novità di maggiore impatto sono la promozione della cultura della qualità e del comportamento etico, la separazione tra rischi e opportunità, una pianificazione delle modifiche più strutturata e la decisione esplicita su quali requisiti delle parti interessate assumere nel sistema. La norma incorpora inoltre l’emendamento 2024 sul cambiamento climatico.

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ISO/IEC 42001: governare l’intelligenza artificiale con la logica dei sistemi di gestione

Pubblicata nel dicembre 2023, la ISO/IEC 42001 è il primo standard internazionale certificabile dedicato alla gestione dell’intelligenza artificiale. Non impone architetture tecniche né soglie di prestazione: chiede alle organizzazioni di dimostrare che le decisioni sull’IA vengono prese da qualcuno, secondo criteri espliciti, e che di quelle decisioni resta traccia.

Occorre però tenere ben presente che la certificazione ISO 42001 non garantisce la conformità dei sistemi di IA realizzati dall’organizzazione allo scopo di ottenere la conformità degli stessi all’AI Act, in quanto trattasi di una norma per la certificazione di un sistema di gestione (Accreditamento ISO 17021) e non di una norma per la certificazione di prodotto, processo o servizio (accreditamento ISO 17065

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L’AI Act – Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale: come adeguarsi

Questo articolo intende rappresentare un’analisi strutturata del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, con focus sugli obblighi di conformità per sistemi a basso, medio e alto rischio, sulle responsabilità degli attori della filiera e sul calendario di applicazione ad un mese dall’importante scadenza del 2 agosto 2026 quando entreranno in vigore la maggior parte degli obblighi.

Alcuni aspetti, come la classificazione del livello di rischio dei sistemi di intelligenza artificiale, la gestione secondo regolamento di strumenti di IA che fanno uso intensivo di sistemi di intelligenza artificiale realizzati e manutenuti fuori dallo SEE, modalità operative di ottenimento della certificazione di conformità, non sono ancora di agevole interpretazione, tuttavie le imprese ed i liberi professionisti devono affrontare con consapevolezza i requisiti di questo Regolamento UE.

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NIS 2 e ACN: come strutturare il Risk Assessment con il Framework Nazionale per la Cybersecurity

L’entrata in vigore della Direttiva NIS 2 (recepita in Italia a fine 2024) ha segnato un punto di non ritorno per la sicurezza informatica a livello europeo e nazionale. In un contesto geopolitico instabile e con un panorama di minacce cibernetiche (come ransomware e attacchi alla supply chain) in continua e rapida evoluzione, la cybersecurity cessa definitivamente di essere un “mero problema IT”. Diventa, a tutti gli effetti, un pilastro imprescindibile della governance aziendale e della continuità operativa.

Con l’ampliamento senza precedenti della platea dei soggetti obbligati — ora suddivisi capillarmente in Soggetti Essenziali (es. energia, trasporti, banche, sanità) e Soggetti Importanti (es. manifattura, produzione alimentare, …) — e l’introduzione di sanzioni economiche severissime, la direttiva introduce un cambio di paradigma: la responsabilità diretta del Top Management (Organi Direttivi dell’organizzazione).

In Italia, l’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) è l’autorità competente designata per dettare le linee guida, stabilire le misure di sicurezza e, non da ultimo, condurre le attività ispettive. Per i “Soggetti Importanti”, l’ACN richiede un approccio rigoroso, documentato e basato sulla gestione proattiva del rischio (Risk Management), come del resto avviene in altre normative (ISO 9001, ISO 27001, …).  Ma come tradurre questi stringenti requisiti normativi in azioni pratiche, misurabili e difendibili in sede di audit?

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Il nuovo modello di categorizzazione per i soggetti NIS: adempimenti, criteri e tempistiche

L’attuazione del decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138, che recepisce la direttiva (UE) 2022/2555 (nota come NIS 2), richiede ai soggetti essenziali e importanti l’adempimento di obblighi specifici definiti dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). I riferimenti normativi principali per questo processo sono costituiti dalla determinazione del 9 aprile 2026, recante il modello di categorizzazione delle attività e dei servizi, e dalle relative linee guida pubblicate dall’Agenzia nello stesso mese. Tali documenti stabiliscono i criteri per l’elencazione e la caratterizzazione dei servizi, definendo una struttura che guiderà l’adozione delle misure di sicurezza nel lungo termine.

Il contesto e l’obbligo annuale di comunicazione

Ai sensi dell’articolo 30 del decreto NIS, i soggetti definiti come essenziali e importanti sono tenuti a comunicare e aggiornare annualmente l’elenco delle proprie attività e dei propri servizi. Tale comunicazione deve avvenire attraverso la piattaforma digitale messa a disposizione da ACN. La finestra temporale stabilita per questo adempimento è compresa tra il 1 maggio e il 30 giugno di ogni anno solare.

L’obiettivo di questa ricognizione è mappare i processi dell’organizzazione che dipendono da sistemi informativi e di rete, associandoli a una categoria di rilevanza che esprima l’impatto di una loro possibile compromissione sulla capacità dell’ente di erogare i propri servizi critici.

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I criteri di conservazione dei log di sicurezza

Questo articolo definisce i criteri di logging in conformità agli standard internazionali (iso/iec 27001:2022, nist), e alle normative vigenti (gdpr, Provvedimenti Garante Privacy italiano) mettendo in luce alcune contraddizioni fra i recenti provvedimenti sanzionatori del GPDP relativi ad una ipotizzata eccessiva conservazione dei log in quanto lesivi dei diritti e delle libertà del personale dipendente e non, soprattutto attraverso la lettura dell’Articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori che vieta il monitoraggio dell’attività lavorativa in determinati contesti.

Come si vedrà nel seguito, gli standard e le best practice di sicurezza informatica consigliano la conservazione dei log per 6-12 mesi, mentre il nostro GPDP non ammette conservazione dei log oltre i 30 giorni, salvo non stipulare apposito accordo sindacale (cosa non sempre fattibile e comunque onerosa per l’azienda).

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Legge 23 settembre 2025 n. 132 sulla Intelligenza Artificiale; confronto con AI Act e GDPR

La Legge 23 settembre 2025 n. 132 5 (“Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”) rappresenta il primo intervento organico dell’Italia in materia di regolazione e promozione dell’intelligenza artificiale, in armonia con il Regolamento (UE) 2024/1689 (il cosiddetto AI Act europeo).

La legge non sostituisce il regolamento europeo, ma lo integra, stabilendo principi nazionali, indirizzi strategici, ambiti di applicazione e deleghe legislative al Governo.

In quest’articolo presentiamo un commento ragionato che colleghi la Legge italiana Legge 23 settembre 2025 n. 132 in materia di intelligenza artificiale con il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e con il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), mettendo in luce i fondamenti sistematici, le innovazioni normative e le scelte politiche sottese al testo italiano.

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Linee Guida ENISA sull’applicazione della NIS 2

L’ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la Cibersicurezza) ha pubblicato (quasi contemporaneamente alla CYBERSECURITY ROLES AND SKILLS FOR NIS2 ESSENTIAL AND IMPORTANT ENTITIES) una guida tecnica per l’implementazione delle misure di gestione del rischio di cibersicurezza (https://www.enisa.europa.eu/publications/nis2-technical-implementation-guidance)  in riferimento al Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/2690 della Commissione del 17 ottobre 2024, che stabilisce i requisiti tecnici e metodologici previsti dall’Articolo 21(2) della Direttiva NIS2 (Direttiva (UE) 2022/2555).

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Applicare la NIS 2 per i soggetti importanti

La pubblicazione dei recenti documenti da parte di ACN (Agenzia per la Cybersicurezza nazionale)  relativamente all’applicazione della Direttiva NIS 2 per i soggetti Importanti ed essenziali (si veda https://www.acn.gov.it/portale/nis/modalita-specifiche-base) ha definito in modo piùchiaro le azioni da intraprendere per le imprese che sono state ritenute soggetti NIS 2.

In questo primo articolo vedremo quali sono gli adempimenti per i soggetti Importanti (la categoria con minori requisiti da applicare, ma sicuramente più vasta).

La DETERMINA ACN DEL 15/04/2025 (“Determinazione del Direttore Generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale di cui all’articolo 31, commi 1 e 2, del decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138, adottata secondo le modalità di cui all’articolo 40, comma 5, lettera l), che, ai sensi dell’articolo 42, comma 1, lettera c), in fase di prima applicazione, stabilisce le modalità e le specifiche di base per l’adempimento agli obblighi di cui agli articoli 23, 24, 25, 29 e 32 del decreto medesimo.”), con i suoi allegati, definisce in modo abbastanza completo le misure di sicurezza da adottare.

Ma vediamo in dettaglio le misure di sicurezza per i soggetti importanti.

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La ISO 27005 per la gestione del rischio nella sicurezza delle informazioni

La norma ISO/IEC 27005:2022 fornisce linee guida per la gestione dei rischi legati alla sicurezza delle informazioni, alla cybersecurity e alla protezione della privacy. In questo articolo esamineremo i principali elementi trattati dalla norma, disponibile solo in lingua inglese.

La norma ISO/IEC 27005:2022, pubblicata nell’ottobre 2022, introduce diverse modifiche rispetto all’edizione precedente del 2018. I principali cambiamenti possono essere riassunti come segue:

  1. Allineamento con altre norme: Il testo è stato aggiornato per essere coerente con la ISO/IEC 27001:2022 e la ISO 31000:2018, garantendo una maggiore armonizzazione tra gli standard relativi alla gestione della sicurezza delle informazioni e del rischio.
  2. Introduzione degli scenari di rischio: Sono stati introdotti i concetti relativi agli scenari di rischio, che aiutano a comprendere meglio le potenziali minacce e le loro conseguenze attraverso la definizione di sequenze o combinazioni di eventi che possono portare a risultati indesiderati.
  3. Approccio basato sugli eventi: Oltre al tradizionale approccio basato sugli asset, la nuova edizione introduce l’approccio basato sugli eventi per l’identificazione dei rischi. Questo metodo si concentra sull’analisi di eventi e conseguenze, spesso derivanti dalle preoccupazioni della direzione o dai requisiti organizzativi, offrendo una prospettiva più strategica nella gestione del rischio.
  4. Revisione della struttura e dei contenuti: La norma è stata riorganizzata, passando da 12 clausole e 6 appendici nell’edizione 2018 a 10 clausole e un’appendice nella versione 2022. Questa ristrutturazione mira a migliorare la chiarezza e l’usabilità del documento. citeturn0search0

Queste modifiche riflettono l’evoluzione delle pratiche di gestione del rischio nel campo della sicurezza delle informazioni, offrendo alle organizzazioni strumenti aggiornati per affrontare le sfide emergenti in questo ambito.

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