NIS 2 e ACN: come strutturare il Risk Assessment con il Framework Nazionale per la Cybersecurity

L’entrata in vigore della Direttiva NIS 2 (recepita in Italia a fine 2024) ha segnato un punto di non ritorno per la sicurezza informatica a livello europeo e nazionale. In un contesto geopolitico instabile e con un panorama di minacce cibernetiche (come ransomware e attacchi alla supply chain) in continua e rapida evoluzione, la cybersecurity cessa definitivamente di essere un “mero problema IT”. Diventa, a tutti gli effetti, un pilastro imprescindibile della governance aziendale e della continuità operativa.

Con l’ampliamento senza precedenti della platea dei soggetti obbligati — ora suddivisi capillarmente in Soggetti Essenziali (es. energia, trasporti, banche, sanità) e Soggetti Importanti (es. manifattura, produzione alimentare, …) — e l’introduzione di sanzioni economiche severissime, la direttiva introduce un cambio di paradigma: la responsabilità diretta del Top Management (Organi Direttivi dell’organizzazione).

In Italia, l’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) è l’autorità competente designata per dettare le linee guida, stabilire le misure di sicurezza e, non da ultimo, condurre le attività ispettive. Per i “Soggetti Importanti”, l’ACN richiede un approccio rigoroso, documentato e basato sulla gestione proattiva del rischio (Risk Management), come del resto avviene in altre normative (ISO 9001, ISO 27001, …).  Ma come tradurre questi stringenti requisiti normativi in azioni pratiche, misurabili e difendibili in sede di audit?

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Il nuovo modello di categorizzazione per i soggetti NIS: adempimenti, criteri e tempistiche

L’attuazione del decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138, che recepisce la direttiva (UE) 2022/2555 (nota come NIS 2), richiede ai soggetti essenziali e importanti l’adempimento di obblighi specifici definiti dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). I riferimenti normativi principali per questo processo sono costituiti dalla determinazione del 9 aprile 2026, recante il modello di categorizzazione delle attività e dei servizi, e dalle relative linee guida pubblicate dall’Agenzia nello stesso mese. Tali documenti stabiliscono i criteri per l’elencazione e la caratterizzazione dei servizi, definendo una struttura che guiderà l’adozione delle misure di sicurezza nel lungo termine.

Il contesto e l’obbligo annuale di comunicazione

Ai sensi dell’articolo 30 del decreto NIS, i soggetti definiti come essenziali e importanti sono tenuti a comunicare e aggiornare annualmente l’elenco delle proprie attività e dei propri servizi. Tale comunicazione deve avvenire attraverso la piattaforma digitale messa a disposizione da ACN. La finestra temporale stabilita per questo adempimento è compresa tra il 1 maggio e il 30 giugno di ogni anno solare.

L’obiettivo di questa ricognizione è mappare i processi dell’organizzazione che dipendono da sistemi informativi e di rete, associandoli a una categoria di rilevanza che esprima l’impatto di una loro possibile compromissione sulla capacità dell’ente di erogare i propri servizi critici.

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I criteri di conservazione dei log di sicurezza

Questo articolo definisce i criteri di logging in conformità agli standard internazionali (iso/iec 27001:2022, nist), e alle normative vigenti (gdpr, Provvedimenti Garante Privacy italiano) mettendo in luce alcune contraddizioni fra i recenti provvedimenti sanzionatori del GPDP relativi ad una ipotizzata eccessiva conservazione dei log in quanto lesivi dei diritti e delle libertà del personale dipendente e non, soprattutto attraverso la lettura dell’Articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori che vieta il monitoraggio dell’attività lavorativa in determinati contesti.

Come si vedrà nel seguito, gli standard e le best practice di sicurezza informatica consigliano la conservazione dei log per 6-12 mesi, mentre il nostro GPDP non ammette conservazione dei log oltre i 30 giorni, salvo non stipulare apposito accordo sindacale (cosa non sempre fattibile e comunque onerosa per l’azienda).

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I controlli ISO 27002: Backup delle informazioni (8.13)

In questo articolo proseguiamo l’esame dei controlli di sicurezza linee guida ISO/IEC 27002:2022, Information security controls (UNI CEI EN ISO/IEC  27002:2023 – Controlli di sicurezza) trattando il Controllo 8.13 -Backup delle informazioni.

La linea guida del controllo 8.13 “Backup delle informazioni” della ISO/IEC 27002 non impone una metodologia specifica di backup, ma fornisce criteri e suggerimenti chiave per scegliere o progettare la strategia più adatta. Ecco un riassunto dei suggerimenti principali

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Linee Guida ENISA sull’applicazione della NIS 2

L’ENISA (Agenzia dell’Unione Europea per la Cibersicurezza) ha pubblicato (quasi contemporaneamente alla CYBERSECURITY ROLES AND SKILLS FOR NIS2 ESSENTIAL AND IMPORTANT ENTITIES) una guida tecnica per l’implementazione delle misure di gestione del rischio di cibersicurezza (https://www.enisa.europa.eu/publications/nis2-technical-implementation-guidance)  in riferimento al Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/2690 della Commissione del 17 ottobre 2024, che stabilisce i requisiti tecnici e metodologici previsti dall’Articolo 21(2) della Direttiva NIS2 (Direttiva (UE) 2022/2555).

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Icontrolli ISO 27002: Threat Intelligence (5.7)

In questo articolo proseguiamo l’esame dei controlli di sicurezza linee guida ISO/IEC 27002:2022, Information security controls (UNI CEI EN ISO/IEC  27002:2023 – Controlli di sicurezza) trattando il Controllo 5.7 – Threat Intelligence (Intelligence sulle Minacce): “Sapere cosa ci minaccia è il primo passo per difenderci.”

Limitarsi a reagire alle minacce informatiche non è sufficiente: è fondamentale prevenirle prima che si verifichino. Raccogliere e analizzare informazioni sulle minacce consente alle organizzazioni di comprendere meglio quali contromisure adottare per proteggersi da rischi concreti e rilevanti.

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I controlli ISO 27002: Separazione dei compiti (5.3)

Iniziamo con questo articolo una disamina dei controlli delle linee guida ISO/IEC 27002:2022, Information security controls (UNI CEI EN ISO/IEC  27002:2023 – Controlli di sicurezza) trattando il controllo 5.3: Separazione dei compiti (I compiti e le aree di responsabilità in conflitto devono essere separati.).

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Applicare la NIS 2 per i soggetti importanti

La pubblicazione dei recenti documenti da parte di ACN (Agenzia per la Cybersicurezza nazionale)  relativamente all’applicazione della Direttiva NIS 2 per i soggetti Importanti ed essenziali (si veda https://www.acn.gov.it/portale/nis/modalita-specifiche-base) ha definito in modo piùchiaro le azioni da intraprendere per le imprese che sono state ritenute soggetti NIS 2.

In questo primo articolo vedremo quali sono gli adempimenti per i soggetti Importanti (la categoria con minori requisiti da applicare, ma sicuramente più vasta).

La DETERMINA ACN DEL 15/04/2025 (“Determinazione del Direttore Generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale di cui all’articolo 31, commi 1 e 2, del decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138, adottata secondo le modalità di cui all’articolo 40, comma 5, lettera l), che, ai sensi dell’articolo 42, comma 1, lettera c), in fase di prima applicazione, stabilisce le modalità e le specifiche di base per l’adempimento agli obblighi di cui agli articoli 23, 24, 25, 29 e 32 del decreto medesimo.”), con i suoi allegati, definisce in modo abbastanza completo le misure di sicurezza da adottare.

Ma vediamo in dettaglio le misure di sicurezza per i soggetti importanti.

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La Privacy nella Farmacia 2.0

Negli ultimi anni, le farmacie hanno ampliato la gamma di servizi offerti ai cittadini, evolvendo da semplici punti di dispensazione di farmaci a veri e propri presidi sanitari di prossimità. Questa trasformazione ha portato a una maggiore gestione di dati personali anche appartenenti a categorie particolari, imponendo ai farmacisti il dovere di rispettare rigorosamente la normativa sulla protezione dei dati personali, in particolare il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), il Codice Privacy novellato (D.Lgs 196/2002 aggiornato dal D.Lgs 101/20218) e le linee guida nazionali.

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