L’attuale paradigma del settore delle opere pubbliche in Italia è oggetto di una riconfigurazione strutturale, orientata al superamento di un approccio meramente procedurale in favore del cosiddetto “principio del risultato”, sancito dall’art. 1 del D.Lgs. 36/2023. Tale principio, unitamente al “principio della fiducia” verso l’operato dei funzionari e dei professionisti, impone che ogni fase della filiera realizzativa sia finalizzata alla tempestiva e corretta esecuzione dell’opera. In tale alveo normativo, il processo di verifica e validazione dei progetti assume una funzione di presidio strategico fondamentale, configurandosi come il momento di sintesi tra la creatività progettuale e il rigore normativo-economico richiesto dall’Amministrazione.
L’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, congiuntamente all’aggiornamento del regolamento tecnico Accredia RT-07 (Revisione 04 del 18 febbraio 2025), ha consolidato tale iter non più come un onere burocratico sussidiario, bensì come un filtro tecnico-giuridico essenziale per la mitigazione di varianti suppletive, l’abbattimento del contenzioso e la prevenzione di criticità esecutive che storicamente hanno afflitto il patrimonio infrastrutturale nazionale.
1. Quadro normativo di riferimento ed evoluzione storica
L’attività di verifica e validazione si fonda su un complesso apparato normativo che ha subito un’evoluzione trentennale, passando dalla genesi della Legge Merloni (L. 109/1994) attraverso i vari Codici (D.Lgs. 163/2006 e D.Lgs. 50/2016) fino all’attuale impianto semplificato. I riferimenti principali includono:
- D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36: Nuovo Codice dei Contratti Pubblici. L’Art. 42 disciplina la verifica della progettazione, mentre l’Allegato 1.7 definisce i livelli progettuali (PFTE ed Esecutivo) e le modalità operative di controllo (Artt. 34-42). Rispetto al passato, il Codice 36/2023 ha reintrodotto un articolato tecnico dettagliato che era andato disperso nel “blackout” normativo del 2016-2023.
- Regolamento Accredia RT-07 (Rev. 04 del 18/02/2025): Documento che stabilisce le prescrizioni per l’accreditamento degli Organismi di Ispezione ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 nel settore delle costruzioni. La Revisione 04 introduce requisiti di indipendenza e competenza ancora più severi.
- UNI CEI EN ISO/IEC 17020:2012: Standard internazionale che specifica i requisiti per la competenza degli organismi che effettuano ispezioni, garantendo imparzialità e coerenza.
- UNI 10721:2012: Norma che definisce i servizi di controllo tecnico, fornendo i parametri per la valutazione dell’affidabilità e della qualità dei progetti.
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: Essenziale per la verifica del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), garantendo che la progettazione integri la tutela della salute dei lavoratori sin dalla fase ideativa.
2. La distinzione funzionale tra Verifica e Validazione
Sebbene nel lessico operativo i termini siano sovente sovrapposti, risulta essenziale operare una distinzione sul piano dogmatico e funzionale tra le due fasi, le quali compongono un processo unitario volto a garantire la “bancabilità” e l’eseguibilità dell’opera.
- La Verifica: si configura come l’attività di controllo tecnico-documentale, condotta con criteri di oggettività e indipendenza. Essa mira ad accertare la rispondenza del progetto alle prescrizioni legislative, ai regolamenti vigenti e alle specifiche del quadro esigenziale. La normativa dispone che, per interventi di rilevante entità (superiori ai 20 milioni di euro o nel caso di appalto integrato sopra soglia comunitaria), tale attività debba essere obbligatoriamente demandata a Organismi di Ispezione (OdI) di Tipo A, soggetti terzi che garantiscono la massima indipendenza non essendo coinvolti nella progettazione o esecuzione dell’opera.
- La Validazione: rappresenta l’atto amministrativo di recepimento e approvazione finale. Essa è di esclusiva competenza del Responsabile Unico del Progetto (RUP). La validazione non è un mero atto notarile, ma una decisione assunta sulla base del rapporto conclusivo del verificatore e delle eventuali controdeduzioni del progettista. Il RUP attesta formalmente la conformità del progetto, autorizzando il passaggio alla fase di affidamento. In caso di dissenso del RUP rispetto agli esiti della verifica, l’atto deve essere specificamente motivato.
La contrazione dei livelli di progettazione operata dal legislatore — ridotti a Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) e Progetto Esecutivo — ha incrementato esponenzialmente l’importanza della verifica nel PFTE. In questa fase, infatti, devono essere cristallizzate scelte che un tempo venivano differite, rendendo l’ispezione preliminare il vero “stress-test” dell’intera operazione economica.
3. Le evoluzioni introdotte dal Regolamento Accredia RT-07 (Rev. 04)
La Revisione 04 del regolamento RT-07 rappresenta una risposta tecnicamente evoluta alle esigenze di trasparenza del nuovo Codice, elevando gli standard richiesti agli Organismi di Ispezione.
Nella Tabella seguente sono riassunte le principali modifiche.
| Ambito principale | Che cosa è cambiato |
| Appendice 1 aggiornamento legislativo | Allineata pienamente al D.Lgs. 36/2023 per la verifica della progettazione. (Accredia) |
| Procedure di verifica | Specificati criteri di pianificazione, contraddittorio, riesame e documentazione. (Accredia) |
| Chiarezza operativa | Maggior dettaglio su rilievi, non conformità e report finali. ( |
| Tipologie di organismi | Confermata la distinzione e requisiti per A, B, C secondo ISO/IEC 17020. |
3.1 Rigore professionale e vincoli di indipendenza
Al fine di garantire che l’attività di controllo sia esercitata da figure di comprovata autorevolezza, il regolamento ha introdotto criteri di qualificazione maggiormente stringenti:
- Responsabile Tecnico (RT): Deve possedere un’abilitazione professionale da almeno 10 anni e un’esperienza decennale nel settore. La Revisione 04 impone il vincolo di esclusività: l’RT non può collaborare con altri OdI e non deve essere coinvolto in attività di progettazione o produzione degli oggetti ispezionati.
- Personale Ispettivo: Gli ispettori devono vantare almeno 3 anni di esperienza e abilitazione professionale. Per gli esperti in metodologia BIM, il regolamento riconosce la specificità della competenza tecnica digitale, permettendo l’apporto di specialisti focalizzati sulla gestione informativa delle costruzioni.
Le caratteristiche di indipendenza del Responsabile Tecnico (o Direttore Tecnico), già introdotte dalla norma ISO 17020 (valida per gli Organismi di Ispezione di ogni settore) hanno spesso generato problemi nel dimostrare la conformità degli OdI; soprattutto il suo non coinvolgimento con attività si progettazione e produzione anche di oggetti similari a quelli sottoposti ad ispezione. Tanto per intenderci un RT che possiede partecipazioni in imprese che commercializzano prodotti da costruzione o in studi di progettazione, anche se questi non progettano opere pubbliche, non è conforme alla normativa. Altro vincolo è costituito dalla necessità, da parte dell’OdI, di nominare almeno un “sostituto” del RT, aventi le medesime caratteristiche di competenza e professionalità del Responsabile Tecnico, al solo fine di poter emettere rapporti di ispezione in caso di assenza del RT. Il sostituto, tuttavia, può non essere un dipendente dell’OdI, come invece deve essere per il RT.
L’indipendenza degli ispettori, invece, è limitata all’oggetto dell’ispezione ed a tutte le parti in esso coinvolte (progettisti, impresa, ecc.). Gli ispettori, a differenza del RT, possono essere consulenti esterni dell’OdI e possono collaborare anche con altri Organismi.

Anche gli ispettori, a prescindere dall’esperienza professionale formale, devono dimostrare competenze specifiche per i settori per i quali sono qualificati dall’OdI.
3.2 Il paradigma della “Normalizzazione del Rischio”
Un’innovazione sostanziale risiede nell’introduzione del concetto di “normalizzazione del rischio tecnico”. L’attività ispettiva non deve limitarsi a un riscontro di conformità formale, ma deve tendere alla valutazione della minimizzazione dei rischi tecnici che caratterizzano l’opera ultimata. L’obiettivo è assicurare la durabilità del manufatto e la riduzione delle probabilità di insorgenza di difetti strutturali o impiantistici durante la vita utile dell’opera, fornendo elementi di valutazione anche per le compagnie assicurative che emettono la polizza postuma.
Questo requisito aggiuntivo introdotto nel nuovo RT.07 impone agli OdI non solo di valutare la conformità del progetto, ma anche di valutare il rischio residuo del progetto sottoposto a validazione. Ciò introduce maggiori responsabilità al Gruppo Ispettivo che verifica il progetto e richiede competenze di risk management da parte del responsabile Tecnico e dei Coordinatori delle attività ispettive.
Poiché la valutazione del rischio residuo del progetto pervade tutti i report dell’OdI è importante che sia definita dall’Organismo una metodologia valida e consolidata di valutazione del rischio (ad es. ispirata dalla UNI EN ISO 31000).

4. Tipologie di rilievo e classificazione delle risultanze
Durante l’esame documentale, l’OdI formalizza le proprie risultanze classificandole secondo il grado di criticità. La corretta gestione dei rilievi è fondamentale per garantire il contraddittorio tra le parti.
- Non Conformità (NC): Si configura quando un elemento del progetto contrasta con leggi cogenti, norme tecniche o richieste espresse nel Quadro Esigenziale. Esempi tipici includono il mancato rispetto delle distanze legali, l’assenza di calcoli strutturali per elementi critici o l’incoerenza del quadro economico. La persistenza di una NC nel rapporto conclusivo conduce obbligatoriamente a un esito di “Non Conformità”, bloccando la validazione.
- Osservazione (OSS): Identifica aspetti progettuali non sufficientemente approfonditi o passibili di ottimizzazione, che tuttavia non violano norme prescrittive. Un esempio potrebbe essere un suggerimento per migliorare la manutenibilità di un impianto o una richiesta di chiarimento su un dettaglio costruttivo non essenziale per la sicurezza. L’OSS non pregiudica l’esito positivo della verifica, ma funge da indicazione per il RUP e il Progettista affinché perfezionino il documento in fasi successive.
Talvolta gli OdI formulano anche dei Commenti che rappresentano dei suggerimenti per il miglioramento del progetto anche in termini di efficacia nella sua gestione in opera.
5. I Criteri Ispettivi: i quattro pilastri dell’Allegato 1.7
L’attività di ispezione si articola attorno a quattro vettori fondamentali stabiliti dall’art. 39 dell’Allegato 1.7, del Codice che fungono da matrice per le check-list operative:
- Affidabilità: Concerne la verifica dell’applicazione delle norme specifiche e delle regole tecniche. L’OdI deve accertare la coerenza delle ipotesi progettuali ambientali, architettoniche e strutturali, assicurando che i modelli matematici utilizzati siano appropriati.
- Completezza e Adeguatezza: Attiene al controllo della sussistenza di tutti gli elaborati costitutivi (relazioni, grafici, calcoli, computi). Si verifica inoltre la rispondenza alle obbligazioni del disciplinare d’incarico e l’esaustività delle informazioni tecniche.
- Leggibilità, Coerenza e Ripercorribilità: Il progetto deve essere intelligibile. Ogni dato deve trovare corrispondenza tra relazioni e grafici. La ripercorribilità delle calcolazioni è essenziale per garantire che la Stazione Appaltante possa verificare come si è giunti a una determinata spesa o dimensione strutturale.
- Compatibilità: Include la rispondenza ai requisiti espressi nel documento d’indirizzo (DIP). Si analizzano l’impatto ambientale, la funzionalità, la durabilità e la sicurezza antincendio, garantendo che l’opera sia integrata nel contesto territoriale di riferimento.
6. La metodologia operativa: un processo qualificato
L’iter ispettivo non è una lettura passiva di documenti, ma una procedura scientifica suddivisa in fasi sequenziali:
- Pianificazione (PIC): L’OdI redige il Piano di Ispezione e Controllo, definendo il team multidisciplinare e i momenti della verifica.
- Analisi Documentale (RII): Gli ispettori compilano check-list dettagliate e producono il Rapporto di Ispezione Intermedio.
- Gestione del Contraddittorio: È la fase di confronto tecnico. Il progettista risponde ai rilievi, corregge gli errori o fornisce giustificazioni. Questa fase è essenziale per la “qualità partecipata” del progetto.
- Rapporto Finale (RIF): L’OdI verifica l’efficacia delle azioni correttive e riassume l’intero processo, emettendo il giudizio definitivo di conformità o non conformità.
Il Piano di Ispezione, o Piano di Controllo o anche denominato Piano della Qualità della commessa di verifica del progetto è un documento fondamentale, spesso trascurato in passato dalle stesse Stazioni Appaltanti che raramente lo hanno richiesto all’OdI all’inizio dell’attività di verifica. Esso deve contenere il Gruppo di Lavoro degli Ispettori incaricati dell’ispezione, che deve essere conforme al Gruppo Ispettivo presentato in fase di offerta/gara per la verifica del progetto, salvo giustificati cambiamenti. La conformità con quanto dichiarato in fase di gara non è affatto trascurabile perché se lìOdI ha dichiarato di fornire una squadra molto qualificata in grado di coprire tutte le discipline in modo completo, fornendo anche i curricula professionali degli ispettori, poi, in fase di realizzazione della verifica, non devono esserci defezioni che potrebbero ridurre i costi di ispezione per rientrare dei prezzi troppo bassi offerti in fase di gara.
Una professionalità importante, richiesta nel passato anche dagli auditor Accredia, è quella del Geologo: le sue competenze raramente possono mancare quando occorre valutare il rischio sismico dell’area dove verrà costruita l’opera.
La pianificazione dei controlli comprende anche la definizione dei tempi previsti per il processo di ispezione, che inizialmente devono essere coerenti con le tempistiche presentate in fase di offerta. È bene sottolineare quanto questo parametro spesso costituisca un elemento di valutazione del punteggio in fase di gara. Tale criterio adottato da alcuni Committenti è alquanto disprezzabile perché “presto e bene non vanno d’accordo” e perché le tempistiche del processo di ispezione dipendono sempre anche dai tempi che i progettisti impiegano per risolvere le inevitabili non conformità progettuali.
Dunque, il Piano di Ispezione e Controllo deve indicare chi verifica, che cosa e quando.
L’analisi documentale porta, come indicato, all’emissione del primo Rapporto di Ispezione Intermedio, spesso in passato denominato come Rapporto Iniziale. Da qui parte la fase più critica del processo di verifica e validazione del progetto, ovvero il contraddittorio fra progettisti e ispettori dell’OdI. I primi devono definire ed attuare le azioni correttive necessarie a risolvere eventuali Non Conformità rilevate e possibilmente anche ad eliminare le cause delle Osservazioni, o per lo meno a chiarire quegli aspetti che possono ingenerare dubbi sulla conformità del progetto.
Questa fase è sovente molto lunga, perché i progettisti non sempre sono d’accordo sui rilievi emessi dall’OdI e le azioni correttive proposte devono prima essere approvate dall’OdI, poi devono essere verificate nella loro efficacia da parte dei medesimi ispettori attraverso l’esame dei nuovi elaborati. Spesso le iterazioni ed i “rimpalli” fra Gruppo Ispettivo e Progettisti sono parecchi.
Soprattutto in questa fase l’utilizzo di ormai desueta modulistica cartacea o moduli in formato Word non permette di mantenere sotto controllo appieno il processo di verifica. L’utilizzo di un sistema informatico su piattaforma web accessibile in modo sicuro sia agli ispettori, sia ai progettisti ed eventualmente anche al RUP per supervisionare tutto il processo, è sicuramente la soluzione migliore. Infatti, ogni rilievo (NC o OSS) può generare un thread di “botta e risposta” molto lungo fra ispettori e progettisti, di cui è opportuno tenere traccia.
Altro aspetto molto importante è legato al controllo della configurazione del progetto durante la fase di verifica: si parte con l’analisi del progetto costituito da numerosi elaborati, ognuno di essi con il proprio indice di revisione e data di emissione; poi, durante la fase di verifica i progettisti per attuare le azioni correttive prescritte devono inevitabilmente aggiornare gli elaborati mantenendo traccia delle successive revisioni, fino alla versione definitiva, quella oggetto del Rapporto di Ispezione Finale. Quindi un sistema di gestione documentale in grado di tenere traccia della configurazione del progetto istante per istante è oltremodo utile e oserei dire necessario per garantire il pieno controllo degli elaborati.
Non va poi trascurato l’aspetto relativo alla sicurezza informatica: garantire la riservatezza, l’integrità e la disponibilità degli elaborati è essenziale non solo per la fase di verifica del progetto, ma anche per la successiva realizzazione delle opere. Consideriamo ad esempio progetti di carceri, infrastrutture critiche come ponti e dighe, strutture militari, ospedali e altre opere speciali. Il furto degli elaborati progettuali da parte di malintenzionati può esporre eventuali vulnerabilità fisiche dell’opera finita al rischio di attentati o altri atti malavitosi.
Quindi occorre un portale web di condivisione dei documenti robusto, che superi le criticità degli altri metodi – profondamente insicuri – di condivisione dei documenti come lo scambio via e-mail, we-transfer o mediante siti FTP non cifrati.
Chiaramente la durata del contraddittorio incide molto sui costi della verifica da parte dell’OdI, ma anche sui costi dei progettisti (che certamente avrebbero potuto evitare facendo bene il progetto fin da subito!). è importante anche il comportamento del RUP che deve pretendere la risoluzione dei rilievi in tempi stretti da parte dei progettisti che, in fondo, sono pagati dalla Stazione Appaltante.

Il Rapporto Finale dovrebbe essere privo di NC, ma non si può nemmeno allungare in modo indefinito il processo di ispezione in attesa della risoluzione delle NC residue. Pertanto, talvolta l’OdI è costretto ad emettere un Rapporto Finale con NC, lasciando poi al RUP la risoluzione delle carenze rimanenti. D’altro canto, la Stazione Appaltante non può pretendere, in fase di gara, che il Rapporto Finale sia privo di NC: dopo un certo numero di rapporti intermedi con NC, l’OdI non può proseguire all’infinito il contraddittorio se il RUP non ha il “polso” per far chiudere le azioni correttive ai progettisti.
7. Digitalizzazione, AINOP e Responsabilità Civile
Le nuove frontiere della validazione sono delineate dalla tecnologia e dalla tutela giuridica delle Amministrazioni:
- Validazione Informativa (BIM): Per le opere soggette all’obbligo BIM, il verificatore analizza i modelli informativi, controllando interferenze geometriche e incoerenze informative (Clash Detection), assicurando che il database del progetto sia coerente con gli elaborati grafici estratti.
- Interoperabilità e AINOP: Ai sensi dell’art. 42 del Codice, i progetti positivamente verificati devono essere depositati sull’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche (AINOP). Questo sistema garantisce la trasparenza e permette un monitoraggio costante del ciclo di vita dell’opera.
- Il Profilo di Responsabilità: L’OdI assume una responsabilità contrattuale per il mancato rilievo di errori che pregiudichino la realizzabilità dell’opera. Il regolamento RT-07 impone agli OdI coperture assicurative professionali con massimali adeguati, garantendo alla Stazione Appaltante una tutela superiore rispetto ai controlli interni.
Su questi aspetti si ribadiscono le considerazioni sulla sicurezza informatica precedentemente esposti.
8. Conclusioni
In conclusione, l’integrazione tra le disposizioni del D.Lgs. 36/2023 e il regolamento Accredia RT-07 Revisione 04 eleva l’ispezione dei progetti a strumento d’eccellenza per il Public Project Management. Il rigore della verifica, lungi dall’essere un rallentamento, rappresenta l’unica garanzia per coniugare l’efficienza realizzativa con la qualità e la sicurezza delle infrastrutture pubbliche, assicurando che le risorse collettive siano trasformate in opere concrete, sicure e durature.
Nel corso degli anni il processo di verifica e validazione ha presentato diverse criticità:
- Criteri di aggiudicazione delle attività di verifica eccessivamente vantaggiosi per OdI che proponevano ribassi impossibili da sostenere, a discapito della qualità della verifica:
- Efficacia a volte discutibile delle verifiche sugli OdI da parte di Accredia che ha privilegiato più la forma (soprattutto relativamente ai requisiti di indipendenza del corpo ispettivo e del RT) piuttosto che la sostanza della qualità delle ispezioni svolte.
- Scarsa qualità di molti progetti pubblici sottoposti a verifica con processi di verifica eccessivamente lunghi a causa dei numerosi rilievi emersi nell’ispezione.
- Tempi del procedimento troppo lunghi che hanno comportato scadenze troppo brevi per concludere il processo di verifica e validazione al fine di rispettare le scadenze di legge.
- Inerzia dei progettisti nell’attuare le azioni correttive prescritte senza adeguate sollecitazioni da parte del RUP.
Queste criticità potranno essere superate solo con il miglioramento di tutte le parti interessate al processo di verifica al fine di ottenere opere pubbliche di migliore qualità ed affidabilità nel tempo.



